10 QUESTIONS TO… LAUREN GIBBEMEYER

Gibbemeyer

She is one of the most powerful middle blockers of the italian Serie A1. Who are we speaking about? We are referring to the american Lauren Gibbemeyer, an absolute protagonist on the courts of the italian championship.

How did you start playing volleyball?

As a child, I played many different sports but basketball was always my favourite. Once I got to high school, I decided to try volleyball for the first time and I immediately fell in love with the sport and the team aspect. From then on, I played for my high school team and also for a local club team.

What do you like most, and what least, about being a middle blocker?

The thing I like the most about being a middle blocker is that I am in charge of the block when I am in the front row.  As middles, we work hard on reading different setters and we train our bodies to move laterally and to max jump many times throughout a rally.  I like to help the defense behind me by setting up a well-formed block so that they can do their job when and IF the ball passes through!
The thing I like the least about being a middle blocker is that every once in a while, if our team isn’t receiving very well, I am not able to get much action in attack.  As a middle blocker, it is important to have an almost perfect pass to be able to attack the very fast and precise sets we get in order to hit the ball around the block.

It’s already some years that you play in the italian championship. What do you like most of Italy?

There are too many wonderful things I love about Italy including the food, language, and the history.  However, I really admire the slower lifestyle I experience while living in Italy. The culture here is very family-focused and I love that certain parts of the day are spent enjoying the meals and the other people they share them, without rush.  I have truly enjoyed slowing down and appreciating the little things throughout my day.

Did you sometimes go through difficult periods in which you thought about giving up on your volleyball career?

All athletes go through a difficult moment in their athletic career where we question ourselves and wonder if it’s worth it continue to play our sport. In order to play the sport we love, we must make many sacrifices, sometimes we suffer injuries, and we must live in a country far away from our families for most of the year. There have been a couple times in my life when I wondered if it would be best if I stopped playing, but the inner fire and love for the game has kept me strong and wanting more. I believe that when I am ready to be finished, I will feel when the moment is right.

Last year you surprisely won the italian championship with your team (Pomì Casalmaggiore). Which is your most beautiful memory of that success?

The most beautiful memory of last year’s championship was our team’s chemistry and fighting spirit. It was an absolute joy to play with that group of women and although we surprised everyone on the outside of our team by winning the scudetto, we never doubted that we were capable of doing something special. I will hold the memory of that season close to my heart for the rest of my life.

In the 2013/2014 season you played the first part of the championship with Lokomotiv Baku. Which do you think are the biggest differences between volleyball in Azerbaijan and volleyball in Italy?

The biggest difference between volleyball in Azerbaijan and Italy is the fact that Baku had 6 teams (at the time) in their league and Italy had 12. All of the teams in Azerbaijan’s league are in the same city (Baku) so there is no “home” or “away” gym unless you were playing Rabita in their own gym.  Despite Baku’s reputation for signing big-name players, I still find that the competition and overall level of play is much higher in the Italian league.

In spring your team will surprisely host the Final Four of the CEV Champions League. Which sensations do you feel in playing such an important competition against important teams?

For my teammates and me, it was a huge surprise to find out we will be hosting. I immediately felt so grateful because hosting means that we are saving our bodies an extra 4 matches! I also think it will be a great opportunity for our little city of Casalmaggiore to experience the top level of volleyball right here at home!

Next summer there will be the Olympic Games in Rio. What would you do to play this competition with your National Team?

To play in the Olympics wearing a USA jersey would be the greatest honor and accomplishment in my sport. After training with the national team for 5 years now, I have a great sense of pride and faith that our team can do something very special.  I hope I can be there to witness it!

What do you like to do in your free time?

In my free time I love to cook, journal, and read. When we have a day off, I love to travel and explore new places with my teammates.

If you hadn’t become a volleyball player, what would you have done in your life?

If I wasn’t a volleyball player, I would love to own a health and wellness center that not only teaches exercises for the body, but for the mind as well.

(ph. Michele Baruffi for GetSportMedia)

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10 DOMANDE A… LAUREN GIBBEMEYER

Gibbemeyer

E’ una delle centrali più forti della serie A1 italiana. Di chi stiamo parlando? Di Lauren Gibbemeyer, americana, assoluta protagonista sui taraflex del nostro campionato.

Come hai iniziato a giocare a pallavolo?

Da bambina ho praticato diversi sport, ma il basket era sempre il mio preferito. Una volta iniziata la scuola superiore, ho deciso di provare per la prima volta la pallavolo e mi sono immediatamente innamorata dello sport e dell’aspetto di squadra. Da quel momento in poi, ho giocato per la squadra della mia scuola e anche per una formazione locale.

Che cosa ti piace di più, e cosa meno, del tuo ruolo di centrale?

La cosa che mi piace di più dell’essere un centrale è che sono responsabile del muro quando sono in prima linea. Come centrali, lavoriamo duro per leggere i diversi palleggiatori e alleniamo il nostro fisico per muoverci lateralmente e saltare al massimo molte volte durante uno scambio lungo. Mi piace aiutare la difesa dietro di me impostando un buon muro, in modo tale che le giocatrici che difendono possano fare un buon lavoro quando e SE il pallone riesce a passare!
La cosa che mi piace di meno è che ogni tanto, se la squadra non sta ricevendo molto bene, non posso partecipare alle azioni d’attacco. Come centrali, è importante avere un passaggio quasi perfetto per poter essere in grado di attaccare i palleggi molto veloci e precisi che riceviamo, in modo da colpire il pallone evitando il muro avversario.

Già da molto tempo giochi nel campionato italiano. Che cosa ti piace di più dell’Italia?

Ci sono troppe cose meravigliose che amo dell’Italia, compresi il cibo, la lingua e la storia. Tuttavia, ammiro molto lo stile di vita più lento che posso sperimentare mentre vivo in Italia. Qui la cultura è focalizzata molto sulla famiglia e mi piace che alcune parti della giornata vengano spese godendosi i pasti e le persone che con te ne prendono parte, senza fretta. Ho apprezzato molto rallentare e valorizzare le piccole cose durante tutta la mia giornata.

C’è stato qualche momento difficile in cui hai pensato di lasciare la tua carriera da pallavolista?

Tutti noi atleti passiamo un momento difficile nella nostra carriera, in cui ci chiediamo e ci domandiamo se vale la pena continuare a praticare il nostro sport. Se vogliamo praticare lo sport che amiamo, dobbiamo fare molti sacrifici, a volte siamo vittime di infortuni, e per gran parte dell’anno dobbiamo vivere in un Paese lontano dalle nostre famiglie. Ci sono stati due momenti nella mia vita in cui mi sono chiesta se fermarsi fosse stata la cosa migliore da fare, ma il fuoco interiore e l’amore per la pallavolo mi hanno mantenuta forte e mi hanno spinta a volere di più. Credo che sentirò quando sarà il momento giusto in cui sarò pronta per smettere di giocare.

L’anno scorso, a sorpresa, hai vinto lo Scudetto con la tua squadra (Pomì Casalmaggiore, ndr). Qual è il ricordo più bello che hai di quella vittoria?

Il ricordo più bello dello scorso campionato è la nostra alchimia di squadra e lo spirito combattivo. E’ stata una gioia immensa giocare con quel gruppo di donne, e anche se vincendo lo Scudetto abbiamo sorpreso tutti al di fuori della nostra squadra, noi non abbiamo mai messo in dubbio di essere in grado di fare qualcosa di speciale. Terrò il ricordo di quella stagione nel mio cuore per il resto della mia vita.

Nella stagione 2013/2014 hai giocato la prima parte del campionato a Baku, con la maglia del Lokomotiv. Quali differenze maggiori hai trovato tra la pallavolo azera e quella italiana?

La più grande differenza tra la pallavolo in Azerbaijan e in Italia è che Baku, in quel momento, aveva sei squadre nel suo campionato, mentre la lega italiana ne aveva 12. Tutte le squadre azere si trovano nella stessa città (Baku), quindi non ci sono palazzetti “in casa” o “in trasferta”, tranne quando si giocava contro il Rabita. Nonostante Baku abbia la reputazione di mettere sotto contratto giocatrici di grande nome, trovo che nella serie A1 italiana la competizione e il livello di gioco complessivo siano molto più alti.

A sorpresa in primavera la tua squadra ospiterà la Final Four di Champions League. Quali sensazioni si provano a giocare una competizione così importante e contro squadre di altissimo livello?

Per me e le mie compagne di squadra è stata una sorpresa enorme scoprire che ospiteremo noi la Final Four. Mi sono subito sentita veramente grata e felice, perché essere la squadra ospitante significa che possiamo risparmiare al nostro fisico quattro partite! Penso anche che per la nostra piccola città (Casalmaggiore, ndr) sia una grandissima opportunità poter venire a contatto con il livello più alto di pallavolo proprio qui a casa!

La prossima estate a Rio si giocheranno le Olimpiadi. Che cosa daresti per giocare questa competizione con la maglia della tua Nazionale?

Giocare le Olimpiadi indossando la maglia degli Stati Uniti sarebbe il più grande onore e la più grande realizzazione nel mio sport. Dopo essermi allenata per cinque anni con la Nazionale, ho un grande senso di orgoglio e di fiducia che la nostra squadra possa fare qualcosa di veramente speciale. Spero di essere lì per testimoniarlo!

Che cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? 

Nel mio tempo libero mi piace cucinare, tenere un diario e leggere. Quando abbiamo un giorno libero, mi piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi con le mie compagne di squadra.

Se non fossi diventata una pallavolista, che cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Se non fossi una pallavolista, mi piacerebbe avere un centro benessere, che non insegna solo esercizi per il corpo, ma anche per la mente.

(foto Michele Baruffi per GetSportMedia)