10 DOMANDE A… CELESTE POMA

Poma1

Il panorama pallavolistico italiano si sta arricchendo sempre di più di giovani di talento. Tra queste, ogni domenica sul taraflex ne spunta una con la maglia gialla, che schizza in difesa per prendere ogni pallone. Lei è Celeste Poma, libero della Unendo Yamamay Busto Arsizio, pronta a spiccare il volo verso un futuro luminoso.

Come hai iniziato a giocare a pallavolo?

Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di sei anni, nel mio paese, grazie ai miei genitori che hanno organizzato corsi di minivolley perché temevano che diventassi sedentaria!

Che cosa ti piace di più del tuo ruolo di libero?

Apprezzo e mi piace il ruolo del libero perché si ha il comando di tutta la seconda linea e perché è un ruolo in cui bisogna avere molta calma e pazienza non potendosi sfogare con l’attacco!

Dopo le esperienze con Pavia e Parma, torni nella massima serie con la prestigiosa maglia di Busto Arsizio. Che emozioni si provano a giocare con una squadra così importante?

Vestire la maglia di Busto è un onore per me, ogni volta che ce l’ho addosso colgo sempre di più l’importanza e il prestigio di vestirla. Credo che Busto sia una delle società migliori e organizzate del panorama pallavolistico.

Prima di ogni partita, segui qualche rituale scaramantico?

No, in realtà non ho rituali scaramantici!

A che cosa hai dovuto rinunciare per riuscire a realizzare il sogno di giocare in serie A?

Sicuramente da piccola, avendo fatto tanti sacrifici, ho rinunciato alle uscite del sabato sera con le amiche e i compagni di scuola, che spesso non capivano il motivo della mia scelta. Ma non mi importava, perché sapevo di fare la cosa che più mi piaceva.

C’è un atleta del passato, o tutt’ora in attività, che prendi come esempio per migliorarti nel tuo ruolo?

Ho sempre preso come riferimento Paola Cardullo, penso che abbia fatto la storia della pallavolo.

Che cosa ti piace fare quando sei lontana dal taraflex e dagli allenamenti?

Quando non sono sui campi da gioco, studio oppure mi rilasso stando assieme alla mia famiglia e al mio fidanzato.

Che cosa daresti per poter vestire la maglia della Nazionale azzurra?

Vestire la maglia azzurra è un sogno nel cassetto, ci sono tante ragazze forti nel mio ruolo. Per ora penso ad allenarmi e migliorare, poi quello che verrà verrà! Se dovesse essere, sarebbe un’emozione immensa.

Se dovessi dare un consiglio ad un giovane che si avvicina allo sport, perché gli suggeriresti la pallavolo piuttosto che altre discipline?

Consiglierei la pallavolo perché è uno sport di squadra, perché unisce e ti fa scoprire nuove e belle amicizie! E poi è uno sport sano e pulito.

Da bambina, hai sempre desiderato fare la pallavolista o avevi qualche altro sogno nel cassetto per il tuo futuro?

Ho iniziato da piccola a giocare a pallavolo, e arrivare a giocare in serie A era il mio sogno. Sono contenta di averlo realizzato!

(foto Salvatore Medau)

 

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