10 DOMANDE A… MARTA BECHIS

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Tra i tanti ritorni nel campionato italiano, uno dei più graditi dai tifosi è quello di Marta Bechis, la “palleggiatrice del sorriso”, che dopo una stagione in Polonia si riaffaccia alla massima serie con la maglia dell’Imoco Volley Conegliano.

Perchè hai iniziato a giocare a pallavolo?

Ho iniziato a giocare a pallavolo perché mia sorella maggiore giocava in una squadra (2D Lingotto) vicino a casa. I sabati e le domeniche andavo sempre a vederla giocare e mi divertivo molto a correre dietro al pallone e a fine partita provare a fare qualche bagher o palleggio sotto rete insieme a lei o mio padre.
Da quel momento ho deciso che anche io dovevo provare a giocare a pallavolo e quando ho lasciato gli altri sport che praticavo all’epoca, mi sono iscritta al 2D Lingotto Volley.

Quali sono, secondo te, i pregi e i difetti dell’essere palleggiatrice?

Sono sempre stata palleggiatrice, fin da quando ero piccola la mia prima allenatrice mi aveva riconosciuta come alzatrice e in questo ruolo ha iniziato a farmi allenare e devo dire che mi è sempre piaciuto molto.
E’ un ruolo centrale che tocca l’80 per cento dei palloni in una gara e sicuramente ha molte responsabilità; gestisce il gioco e coordina le scelte in campo. Tutte cose che possono essere pregi e difetti allo stesso tempo!

Hai mai avuto qualche momento di difficoltà in cui hai pensato di lasciare la pallavolo?

Purtroppo sì. Nella mia carriera pallavolistica ho avuto momenti molto belli e altri meno belli che mi hanno portato a pensare seriamente di voler lasciare la pallavolo ma la mia passione ed il mio agonismo mi continuano a far credere che il volley sia la mia più grande passione e che i momenti negativi devono soltanto essere d’insegnamento!

Quest’anno torni a giocare nel campionato italiano dopo una stagione in Polonia, al Legionowo. Quali sono le maggiori differenze tra la pallavolo italiana e quella polacca?

Di differenze ce ne sono, come è normale che sia, in paesi e culture diverse ma lo sport è sempre lo stesso quindi quando ci si ritrova in campo si lotta come sempre uniti per un unico obiettivo!
L’esperienza polacca mi ha fatto vivere per la prima volta il fatto di essere io la straniera in un campionato estero e mi ha fatto rendere conto di aspetti a cui prima non badavo, mi ha fatto maturare e conoscere in maniera profonda!

Che cosa ti è mancato di più dell’Italia durante la tua esperienza all’estero?

Le amicizie e la famiglia sono sicuramente le cose che quando sei lontano ti mancano di più e devo dire che un pochino del nostro cibo e dei nostri paesaggi l’anno scorso sono mancati.

In che modo cerchi la concentrazione prima di scendere sul taraflex per giocare una partita importante?

Ci sono diversi modi che utilizzo per cercare la concentrazione prima di scendere in campo e solitamente variano spesso in base alla partita e al periodo.
Diciamo che mediamente la concentrazione più intensa la inizio a ricercare nel riscaldamento pre – partita quando mi focalizzo sullo studio tattico dell’avversario fatto nei giorni precedenti la gara.

Quali canzoni, o generi musicali, non possono mancare nella tua playlist?

Mi piace molto ascoltare la musica e spesso nell’arco delle giornate la tengo come sottofondo, ma purtroppo non sono per niente brava a creare playlist o ricordarmi i titoli delle canzoni. Da quando ho scoperto Spotify non ho più problemi! In base al mio umore scelgo un mood o una playlist già create ed è perfetto per me!
Ad ogni modo soprattutto in questo periodo sono influenzata dai tormentoni spagnoli estivi e dal loro ritmo brioso e contagioso!

La prossima estate si giocheranno le Olimpiadi a Rio. Che cosa daresti per giocare una competizione così prestigiosa con la maglia azzurra?

Le Olimpiadi? Beh un sogno! Per me vestire la maglia della Nazionale e i colori azzurri con la nostra bandiera ricamata sul petto sono stati motivo di grande orgoglio e poter tornare a rivivere quelle sensazioni è sicuramente un obiettivo che mi piace sognare, soprattutto in un anno così importante come quello delle Olimpiadi!

Quale trofeo sogni di aggiungere al tuo palmares?

Non diciamo niente ad alta voce, ma spero quest’anno di aggiungere un importante trofeo al mio palmares!

Se non fossi diventata una pallavolista, che cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Ho sempre detto che se non avessi giocato a pallavolo probabilmente avrei voluto studiare architettura o design. Nell’arco del tempo poi ho sviluppato l’interesse e il desiderio di provare ad immettermi anche in qualche ambito legato alla moda ma sicuramente continuare a coltivare ambiti legati alla mia creatività.

(foto Dario Moriella)

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Con Marta alla presentazione ufficiale dell’ Imoco Volley Conegliano